SCELTA DELLO STILE
Stili di Colorazione
È possibile scegliere tra 3 tipi diversi di colorazione digitale:
STILE METALLICO
Nello stile metallico, l’intera composizione è trattata con effetti di lucentezza e riflessione, che conferiscono all’arma un aspetto ricco e tridimensionale. Non si tratta solo di rendere realistici gli elementi in metallo come l’elmo o la corona: la lucentezza viene applicata anche alle superfici colorate, ai mantelli e ai decori, dando all’insieme un carattere prezioso e quasi orafo. È lo stile ideale per chi desidera uno stemma dall’impatto visivo forte e più moderno.



STILE CLASSICO
Nello stile classico nessuna superficie è trattata con effetti metallici, nemmeno l’elmo o la corona. I colori vengono stesi in modo pieno, con campiture nette e toni uniformi, nel rispetto della tradizione grafica araldica che privilegia la leggibilità e la fedeltà alle regole del blasone. È lo stile più prossimo all’araldica storica e alle riproduzioni su pergamena: sobrio, rigoroso, adatto a chi vuole uno stemma più antico.
STILE IBRIDO
Lo stile ibrido adotta un approccio selettivo: gli effetti metallici vengono riservati esclusivamente agli elementi che per natura sono costruiti in metallo, come l’elmo, la corona e le onorificenze. Il resto della composizione, ovvero lo scudo, i decori e le figure, mantiene una colorazione piena e omogenea. È lo stile ideale per chi vuole uno stemma fedele alla tradizione araldica nel campo e nelle figure, ma che renda al tempo stesso la tridimensionalità e il peso visivo degli accessori militari e nobiliari.
IL METODO PIETRSANTA
Colorazione al Tratto
In mancanza di documenti e blasonature è impossibile risalire ai colori di uno stemma quando l’arma viene riprodotta su sigilli, anelli o, pubblicazioni in bianco e nero.
Per ovviare a questo problema, intorno al XVII secolo, gli araldisti cercarono di stabilire un sistema universale di segni convenzionali che rappresentasse graficamente i 7 colori.
L’incisore Jean Baptiste Zangrius elaborò un sistema basato su punti e linee che l’araldista francese Vulson de la Colombière perfezionò.


Il metodo si diffuse in tutta Europa grazie a un altro araldista: il gesuita Silvestro di Pietrasanta che lo adottò per la sua fortunata opera Tesserae gentilitiae ex legibus fecialium descriptae del 1637 e da allora porta il suo nome. Da allora questo sistema è conosciuto come disegno al tratto, hatchings (tratteggio) o metodo Pietrasanta ed è ancora molto usato, soprattutto per gli anelli chevalier.
OPZIONI: scegliere subito se si preferisce che le righe siano più spaziate (Tipo 1) o più ravvicinate (Tipo 2).
COSTO: 30 euro
FORMATI: JPG e PNG (per approfondire vedi sezione formati)

Il sistema segue questo schema:
Argento: campo bianco, senza tratteggio
Oro: fitta trama di punti
Rosso: linee verticali
Azzurro: linee orizzontali
Verde: linee diagonali da sinistra a destra (in banda)
Nero: linee orizzontali e verticali incrociate
Porpora: linee diagonali da destra a sinistra (in sbarra)
Per le pellicce, si utilizza la resa grafica tradizionale delle moscature: le tipiche code nere sul pelo bianco o argenteo, disposte in file parallele alternate secondo lo schema detto a quinconce (disposizione di cinque elementi secondo lo schema del cinque sul dado: quattro agli angoli e uno al centro).
NOTA: Per il Colore al Naturale e il Carnagione che all’epoca non esistevano attualmente viene proposto un tratteggio fatto da minuscoli semicerchi contigui che tendiamo a sconsigliare.