ARALDICA | GIOCHI DA TAVOLO
BLAZON
un gioco da tavolo a tema araldico
«Entra nel mondo dell’araldica con Blazon.
Crea il tuo stemma, raccogli distinzioni e ottieni prestigio»

Cercando novità in ambito ludico mi sono imbattuta in Blazon1, un gioco da tavolo nel quale i giocatori impersonano degli araldi che competono per diventare Re d’Armi, la massima carica a cui un ufficiale araldico possa aspirare. Per farlo dovranno guadagnare prestigio realizzando stemmi attraverso il posizionamento di carte che rappresentano figure, colori e altri elementi tipici dell’Araldica.
Ci tengo subito a precisare che questo non è un articolo sponsorizzato, al contrario è un apprezzamento sincero da araldista e gamer per un davvero gioco unico nel suo genere.
Non credo, infatti, esista al mondo un altro gioco di società dedicato all’araldica a parte una tipologia di Giochi dell’Oca del XVII secolo2. Da appassionata di stemmi e boardgames, devo dirlo, avrei voluto inventarlo io!
Dedicare un gioco all’Arte del Blasone si spiega solo solo con il grande successo ottenuto negli ultimi anni da libri, film e serie tv dedicate alla letteratura fantastica di genere fantasy come il Trono di Spade o Harry Potter. In queste storie, di ambientazione similmedievale, gli stemmi assumono una tale importanza nell’identificazione dei diversi Personaggi e dei loro Casati che gli stessi Fan hanno iniziato ad adottarli per se stessi, arrivando a studiare l’araldica per comprendere meglio il significato, l’evoluzione e l’accuratezza storica delle figure sulle armi dei loro beniamini3.
Il regolamento di Blazon affianca alle meccaniche di gioco alcune nozioni di base riguardanti il linguaggio e le regole dell’araldica per aiutare i giocatori a vivere una esperienza più immersiva.
Supponendo che non tutti coloro che leggeranno questo articolo siano degli esperti di giochi o di l’araldica mi permetterò di approfondire entrambi gli argomenti prima di introdurre il gioco.

➡️ L’ORIGINE DEGLI ARALDI E DELL’ARALDICA
Secondo storici contemporanei come Michel Pastoureau, uno dei massimi esperti al mondo in materia, le origini dell’Araldica nell’Europa Occidentale vanno ricercate nell’evoluzione dell’equipaggiamento militare tra fine XI inizio XII secolo e nelle profonde e radicali trasformazioni identitarie della Società Feudale4. L’uso delle armi nacque dunque in risposta alla necessità di farsi riconoscere nel campo di battaglia per mezzo di colori e forme dipinte prevalentemente sugli scudi (ma non solo) nell’ambito delle guerre locali europee5 e non durante le Crociate, per poi diffondersi ovunque grazie ai tornei e all’utilizzo di sigilli e marchi per autentificare documenti e proprietà.
Proprio durante i tornei e le giostre6, vere e proprie esercitazioni militari spettacolarizzate in tempo di pace7, fecero la loro comparsa dei pubblici ufficiali con mansioni di maestri di cerimonie il cui scopo era descrivere i colori e le figure che i Cavalieri avevano sugli scudi in modo che il pubblico potesse riconoscerli e distinguerli durante gli scontri. Questi ufficiali, che potevano essere al servizio di un Sovrano o di un Feudatario presero il nome di Herolds of Arms e dettero origine all’Araldica. Nel XIII secolo le armi aumentarono di numero e divennero così importanti nella società medievale che gli araldi furono costretti a redigere raccolte di stemmi (rolls of arms8 e armorial) che iniziarono a essere studiate e messe a confronto. Vennero così notate figure e stili ricorrenti, ma anche disposizioni cromatiche migliori di altre, che portarono alla compilazione di manuali di regole, dizionari di significati e alla creazione di un vero e proprio linguaggio tecnico.
Il ruolo dell’araldo venne dunque istituzionalizzato e ogni paese si dotò di un College of Arms (o Heralds’ College), con precisi incarichi civili e militari, presieduto da un ufficiale di grado maggiore il cosiddetto Re d’Armi.
Nessuno sa con certezza da dove derivi il termine blason (in italiano blasone). La teoria più suggestiva è quella del Ménéstrier9 che ne pone l’origine nel tedesco «blasen» (lett. soffio o soffiare) in quanto l’araldo, per segnalare l’ingresso in campo del Cavaliere, prima soffiava in un corno per attirare l’attenzione del pubblico, poi pronunciava a gran voce10 il suo nome e ne descriveva l’arme. Da blasone derivano il verbo blasonare e il termine blasonatura che si riferiscono all’atto di descrivere in termini araldici un’arma. Per estensione di significati alcuni autori hanno iniziato a usare la parola blasone come sinonimo poetico di arma, ma anche ad associare l’Arte del Blasone all‘Araldica per indicare la «scienza degli stemmi».
Il famoso araldista Crollalanza riteneva inopportuno tale accostamento e sulla differenza tra Araldica e Arte del Blasone si espresse molto chiaramente: «l’Araldica e il Blasone, pure chi le considera studiosamente, scorgerà in esse differenze essenziali: che l’una è il genio, è la fantasia che crea, l’altra è il sapere che interpreta, la dottrina che approva o che censura secondo i dettami del bello e del vero. L’arte araldica, infine è stata creata ne’ tornei e nelle crociate dal capriccio dei cavalieri, arte e capriccio frenati e sottoposti a vere regole dagli araldi per mezzo del blasone. Dopodiché l’araldica divenne jus dei Re d’armi, essa precedette di pari passo con il blasone, l’uno sostenendo e consigliando l’altra, questa ispirando a sua volta la volontà del primo11».
Una nota di colore. Gli Ufficiali Araldici dei Paesi dove esiste ancora la Monarchia istituzionale, indossano per gli eventi pubblici lo stesso abito che fu istituito per loro nel XIII secolo. In inglese è chiamato tabard (in italiano tabarro), una speciale divisa, costituita da un ampio abito di velluto in stile medievale che arriva fino al ginocchio ed è completamente ricamata con le armi reali, davanti, dietro e sulle grandi maniche. Seguendo questo link potete vedere Elizabet Ann roads, una dei massimi esperti di araldica scozzese, con il suo tabarro da Royal Officer of Arms.
Tornando a noi il nome del gioco “Blazon” (blason in francese, blasone in italiano) va inteso come un riferimento al fatto che impersoneremo degli Araldi che dovranno creare delle armi su una plancia di gioco a forma di scudo descrivendole per mezzo di carte con figure araldiche che andranno combinate insieme. Le migliori descrizioni/combinazioni faranno ottenere ai giocatori dei punti prestigio. Chi ne otterrà di più vincerà e verrà incoronato Re d’Armi.
➡️ L’EVOLUZIONE DEI GIOCHI DA TAVOLO NEGLI ULTIMI 30 ANNI
Non tutti sanno che negli anni ’90 ci fu una vera e propria rivoluzione nel mondo dei giochi da tavolo. L’arrivo dei Giochi per Computer travolse il mondo dei giochi di società che fino a quel momento era stato appannaggio di pochi appassionati. Il mercato americano inizialmente sottovalutò la situazione, mentre quello Europeo capì che doveva rinnovarsi se voleva far concorrenza ai giochi gestionali per PC. Tutto iniziò, quindi, con una azienda tedesca che nel 1995 lanciò un nuovo tipo di gioco per famiglie (family game) il famosissimo “I Coloni di Catan” (Die Siedler Von Catan) di Klaus Teuber12, che rivoluzionò completamente il mondo dei boardgames. I punti di forza del gioco erano l’unire le persone, il tempo di gioco ridotto, la facilità del regolamento, l’indipendenza dalla lingua, il costo accessibile a tutti e una nuova modalità di gioco basata sulla gestione delle risorse che obbligava i giocatori a usare la fantasia e a creare strategie. Il gioco, venduto ancora oggi con oltre 22.000.000 copie (ristampe e varianti comprese), aprì la strada ad altre aziende che proposero altri giochi con nuove entusiasmanti meccaniche come il piazzamento lavoratori, l’asta, il drafting, il piazzamento tessere, il deck-building, ecc. Un’altra cosa che inizialmente distinse questi giochi (che presero il nome di Eurogames o German) dai giochi Americani era la mancanza dei dadi e quindi dell’elemento fortuna, oltre alla quasi totale assenza di miniature in metallo, sostituite da forme colorate di legno più astratte e soprattutto più economiche. Dagli anni’90 a oggi sono stati prodotti migliaia di giochi (Tematici, Astratti, Party Games, Filler, Strategici/Gestionali, Wargames, Collezionabili, di tipo gestionale, con miniature, misti, ecc.) e ogni anno «vengono sfornati ben 800 nuovi titoli13» . Blazon è uno di questi. Nel gioco infatti non ci sono dadi e dovremo vincere creando strategie e anticipando le mosse degli altri giocatori, per collezionare punti, utilizzando meccaniche di piazzamento carte.
➡️ BLAZON, UN GIOCO DI ARALDICA MEDIEVALE

Veniamo adesso al gioco.
Blazon è uscito sul mercato nel 2022 autofinanzaindosi attraverso la piattaforma di crowfunding Kickstarter14. Negli ultimi anni per evitare sprechi e rischi molte case editrici piccole e grandi, ma anche autori ed editori esperti o alle prime armi, ricorrono a queste piattaforme dove propongono a potenziali acquirenti di finanziare la pubblicazione dei loro giochi saltando tutta la filiera distributiva. Questo permette di portare sul mercato giochi e autori sconosciuti, con un forte risparmio nella distribuzione.
Se un progetto viene finanziato15 oltre gli obiettivi minimi prefissati, si sbloccano bonus che comportano l’aggiunta di materiali extra per chi ha pagato di più per ottenerli (espansioni, edizione deluxe, dedica dell’autore, miniature 3D, ecc). Tutte cose che con la situazione economica dell’editoria classica sarebbero impensabili. Nel caso di Blason si poteva ottenere una edizione deluxe con alcune figure in legno invece che in cartone.
Sulla pagina Kickstarter del gioco si legge che 1.591 sostenitori hanno contribuito con 70.586 $ per aiutare a realizzare questo progetto, su un obiettivo di 15.000 $ dimostrando un notevole interesse per l’argomento trattato16.
➡️ GLI AUTORI del Gioco
Il gioco è stato creato da Chad Elkins per la Casa Editrice 25th. Il Designer è David Conklin, mentre l’Illustratore e Graphic Desgin è Ian O’Toole, con all’attivo oltre 30 giochi. In questo caso, comunque, per la grafica delle figure ha evidentemente utilizzato le illustrazioni del libro A Complete Guide to Heraldry di Fox-Davies del 190917. Il libro, in inglese, ha infatti ormai più di 100 anni e dato che il copyright è scaduto le immagini e il testo sono disponibili su wikipedia per chiunque volesse leggerlo o scaricarlo18.
➡️ GIOCATORI, DURATA e TIPOLOGIA
Può essere giocato fino a 4 giocatori o in solitaria, a partire dai 14 anni in su. La scatola riporta una durata media di 30/60 minuti. Il tempo in realtà varia in base al numero di giocatori. La preparazione è veloce, il gioco è snello e scorre bene. Le regole sono facili, soprattutto per chi ha esperienza di giochi gestionali molto più impegnativi. Può essere giocato da tutti, ma chi conosce l’araldica capirà quali regole sottendono a certe meccaniche, senza per questo esserne avvantaggiato. L’interazione tra i giocatori è poca. Si è impegnati soprattutto a progettare le proprie strategie, a parte sbirciare ogni tanto cosa fanno gli altri per vedere se cercare di anticipare o abbandonare una mossa.
➡️ LINGUA E DOVE ACQUISTARLO
Blazon viene valutato come indipendente dalla lingua, ma questo riguarda solo i materiali, il manuale di istruzioni è solo in inglese. Si torva facilmente nei negozi italiani on line. Chi non ha partecipato al kickstarter potrà ottenere la versione deluxe solo quando questa apparirà sul mercato dei collezionisti o dell’usato. In alternativa chi ne è capace potrebbe personalizzare il gioco ricreando i componenti in resina con scanner e stampanti 3D.
➡️ ISTRUZIONI

Le istruzioni, realizzate su una carta telata di ottima qualità, sono abbastanza chiare grazie anche alle immagini di esempio, anche se piuttosto sintetiche (il significato di alcune carte è lasciato all’intuizione). Lo spazio risparmiato è stato destinato all’inserimento di nozioni di base riguardanti il linguaggio e le regole dell’araldica.
C’è anche un simpatico invito a crearsi un’arma araldica partendo da quello che il giocatore ha realizzato nel gioco, ma da araldista consiglio semmai di partire da questa esperienza per approfondire seriamente l’argomento.
Sul sito BORADGAMESGEEK19, dove il gioco per ora viene valutato con un 6.8 di gradimento, è possibile scaricare in formato pdf le istruzioni per 2-4 giocatori e quelle per giocare in solitaria20. In questo modo si potranno sempre avere a portata di mano anche nel telefono. Sul sito sono presenti anche numerosi link a video recensioni e sessioni per imparare a giocare, ma tutte in inglese21. Vedere qualcuno giocare22 è sicuramente di aiuto, soprattutto dopo aver letto le istruzioni in italiano che ho tradotto con dovizia di particolari e approfondimenti, non solo per me, ma anche sperando di far venire voglia a qualcuno di provare un gioco unico nel suo genere.
➡️ GENERE
Blazon è un ottimo e veloce Eurogames. Nello specifico viene descritto come un collection set e un puzzle strategy game, con meccaniche di pesca, collezione, gestione e piazzamento tessere.
➡️ DESCRIZIONE IN PILLOLE E OBIETTIVO DEL GIOCO
Da bravi Araldi, dovremo selezionare con cura gli elementi araldici da posizionare in modo strategico sulla nostra plancia a forma di “scudo”, in modo da creare delle armi che ci faranno guadagnare prestigio e riconoscimenti. Chi ne ottiene di più, anche grazie a punti extra che dovremo ottenere attraverso specifici requisiti da soddisfare, verrà incoronato Re d’Armi.

Cosa c’è dentro la scatola23:
- 4 tabelloni di gioco individuali a forma di scudo; a ogni tabellone è associata 1 pedina che indica il prestigio e 5 cubetti da usare come marker quando si ottiene una distinzione;
- 1 token a forma di macchia e 20 gettoni araldo a forma di piuma intinta in un calamaio;
- 5 grossi segnalini a forma di leone, drago, cinghiale, grifone e orso;
- 1 plancia a forma di libro contornata, in alto, da mura merlate che funge sia da promemoria delle regole dei punteggi (al centro) che da deposito per le carte (ai lati) in modo da tenere organizzata l’area di gioco.
- 20 Element Card che rappresentano il motore del gioco e che preferisco chiamare carte elementi. Sono divise in due mazzi distinti uno di 40 Tincture cards, traducibile come carte delle tinture o carte tintura e un mazzo di 80 Device Cards tradurcibile come carte degli elementi o carte elemento. Preferisco chiamare le Device Cards come carte elemento perché con il termine Device si intende tutto quanto possa essere disegnato dentro a uno scudo compresi i colori, che invece sono stati separati in un mazzo a parte. Più avanti vedremo in dettaglio la funzione e il significato delle carte nella meccanica di gioco.
Arthea

1Recensione in Francese. Blazon : Brandissez vos armes et remuez-vous l’écu ! https://gusandco.net/2023/07/11/blazon-jeu-critique/
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3NerdArte – Cristina Pieragnoli – Dai film a HOGWARTS LEGACY: ecco come si sono evoluti gli stemmi e il loro significato. https://www.youtube.com/watch?v=LZoyjhYtvTo
4Gli Stemmi si imposero all’epoca della seconda Crociata con l’uso dei patronimici. MICHEL PASTOUREAU, Figure dell’Araldica. Dai campi di battaglia del XII secolo ai simboli della società contemporanea, Milano, Adriano Salani Editore, 2017, pp. 10-14.
5A questo proposito Pastoureau cita il famosissimo Arazzo di Bayeux della seconda metà dell’XI secolo.
6In Insegne e simboli. Araldica pubblica e privata, medievale e moderna, op. cit., p.16; FABRIZIO DI MONTAUTO, Manuale di Araldica, Firenze, Edizioni Polistampa, 2007, p. 11.
7L’occupazione principale dell’élite aristocratica ldel basso medioevo era la guerra. Questa casta guerriera si allenava anche d’inverno, quando le campagne militari erano sospese, organizzando battaglie e combattimenti simulati divisi in giostre (scontri fra due cavalieri “lancia in resta”) e tornei (combattimenti tra diverse fazioni). L’interesse intorno a questa nuova forma di intrattenimento, altamente competitiva e spettacolare, crebbe al punto che si iniziarono a indire giochi guerreschi anche in occasione di vittorie, ricorrenze, accordi politici e feste religiose.
8Si tratta di una pergamena arrotolata, illustrata e dipinta a mano. Il più antico rotolo è quello di Bigot del 1254. Fu fatto redarre da Carlo I d’Angiò, figlio del Re di Francia per celebrare le sue gesta e quella dei suoi sodali attraverso un catalogo delle armi di tutti i Cavalieri che lo seguirono nella campagna nelle Fiandre.
9GOFFREDO DI CROLLALANZA, Enciclopedia Araldico-Cavalleresca, op. cit., p. 117-118. riportata in FABRIZIO DI MONTAUTO, Manuale di Araldica, op. cit., p. 11. L’Art du blason justifié Par le Père Claude François Menestrier de la Compagnie De Jesus, A LYON Chez Benoist Coral en rue de Mercière à la Victoire, 1661, Avec privilège du Roy. L’Art du Blason Justifié, ou les Preuves du Véritable Art du Blason: Establies par Diverses Authoritez, Et par Plusieurs Exemples Tirez de la Pratique Universelle des Armoiries, Depuis Six Cens Ans dans Toutes les Nations de l’Europe; Avec la Méthode Abbrégée des Principes Héraldiques.
10Questa teoria non era condivisa del tutto dal Crollalanza il quale suggeriva di ricercarne l’origine non nel verbo tedesco ma nel tema blas- / blat- comune a molte lingue dal quale derivano numerosi vocaboli sufficienti a dare credito e spiegare anche teorie proposte da altri. Per esempio il verbo blatero che vuol dire «parlare con rumore, con vanto indicherebbe le grida degli araldi nel descrivere e celebrare le armi» oppure blasphemo nel senso di «inveire, sfidare» l’avversario» usanza molto in voga nei tornei, ecc. In effetti una derivazione linguistica comune da blas/blat spiegherebbe la diffusione del termine blasone in paesi non tedeschi («blasonner» in francese, «blazon» in inglese, «blasonar» in spagnolo, blasone in Italia), mentre in Germania si utilizza «wappen» (stemma) o al massimo «wappen erklären», cioè “spiegare uno stemma”. Vedi GOFFREDO DI CROLLALANZA, Enciclopedia Araldico-Cavalleresca, op. cit., pp. 118-119.
11Ivi, p. 50.
12 La Rivoluzione German, da Catan in poi – Storia dei giochi da tavolo. https://www.youtube.com/watch?v=jy8ULk3qvcQ
13Per farsi un’idea di quanto il mondo dei giochi da tavolo sia più importante di quello che si creda basti sapere che in Italia, il colosso del settore Asmodee ha rilevato, attraverso le ricerche sui portali di vendita, un aumento del 50% dell’interesse dei consumatori. Il settore dei board game non è mai stato vivace quanto oggi. Il Global Board Games Market Report 2022 afferma che il mercato globale (comprensivo dei puzzle) nel 2020 ha raggiunto un controvalore di 11,3 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 13% da qui al 2026 contro il più 11 dei videogiochi. Il segreto del successo sembra risiedere proprio nella capacità di innovarsi. Vedi https://www.assogiocattoli.eu/wp-content/uploads/2022/12/panorama.it_20221218044100.pdf . I risultati del 2020 ovviamente risentono positivamente anche della situazione pandemica, che ha rinchiuso le persone in casa, riaccendendo l’interesse delle Famiglie per i giochi di società, ma questo non si è affievolito con il ritorno alla “normalità, anzi. Non va infatti dimenticato che il vero mercato vive e prospera soprattutto grazie alle fiere di settore, alle associazioni di appassionati, ai premi internazionali come lo Spiel des Jahres, letteralmente “gioco dell’anno” attivo dal 1978 e all’autofinanziamento tramite crowfunding. Tra i Festival, che si moltiplicano ogni anno, vale la pena ricordare i più famosi: il Lucca Comics e Games (secondo evento al mondo dopo quello di Tokyo con circa 750 mila visitatori), il Milan Games Week & Cartoomics (con un pubblico di oltre 100 mila paganti) e il Modena Play (40 mila giocatori da tutta Italia).
14https://www.kickstarter.com/projects/chadelkins/blazon
15A volte si usa l’inglesismo storpiato “pledgiare” al posto di finanziare/sottoscrivere un progetto.
16https://www.kickstarter.com/projects/chadelkins/blazon | https://blazongame.com/
17FOX-DAVIES ARTHUR CHARLES, A Complete Guide to Heraldry, T.C. E. C. JACK, London, 1909.
18https://en.wikisource.org/wiki/A_Complete_Guide_to_Heraldry
19https://boardgamegeek.com/boardgame/311610/blazon
20https://boardgamegeek.com/filepage/253067/blazon-regular-and-solo-rules
21https://boardgamegeek.com/boardgame/311610/blazon
22https://boardgamegeek.com/video/431414/blazon/board-game-gumbo-playthrough-2p
23Le immagini con le descrizioni in inglese vengono in parte dalle istruzioni on line, in parte dal sito del kickstarter già citato nelle note precedenti e in parte da foto personali.

