Teschi, corvi e stemmi: l’arma araldica degli Schwarzenberg

Nelle notti in cui il confine tra i vivi e morti si fa più sottile scopriamo lo stemma fatto di ossa

Siamo arrivati alla Vigilia di Ognissanti ed esiste uno stemma la cui storia sembra perfetta per questo periodo dell’anno: l’arma degli Schwarzenberg, costruita con i resti umani dell’ossario di una piccola cappella cristiana situata nel seminterrato della “Chiesa di Tutti i Santi” nel quartiere di Sedlec, nella città di Kutná Hora, in Repubblica Ceca, a circa un’ora di treno da Praga.

Non c’è al mondo un altro stemma come questo, ma sebbene sembri una cosa piuttosto macabra, in realtà si inserisce nel genere artistico-funerario dei Memento Mori e degli Ossari sparsi per l’Europa.

Secondo la tradizione, nel 1278 l’abate cistercense di Sedlec, Heidenreich, andò in Terra Santa e quando fece ritorno portò con sé un tesoro: una giara contenente della terra proveniente dal suolo del Golgota (altri dicono dall’Akeldama, il Campo del Sangue, presso Gerusalemme), che mescolò alla terra del cimitero.

Da quel momento un numero sempre più grande di persone, provenienti da tutta Europa, decisero di farsi seppellire in questa “terra santa”, sperando così di garantirsi la salvezza eterna.

Nel XIV secolo i frati costruirono una nuova chiesa, di stile gotico, al centro del Cimitero, che aveva un piano superiore a volta per le celebrazioni commemorative e una cappella inferiore, interrata, destinata a fungere da ossario per i corpi riesumati, perché secondo la tradizione cristiana i resti devono essere sepolti sotto terra.

Intorno al 1511 venne aggiunto un magazzino per accogliere le ossa delle sepolture più antiche, dissotterrate per fare posto alle nuove. Si narra che il compito di recuperare gli scheletri e accatastarne le ossa fu affidato a un monaco dell’ordine che era quasi cieco, ma una volta completato il lavoro riacquistò la vista.

Nel 1700 la Cappella venne ristrutturata in stile barocco dall’architetto ceco di origini italiane Jan Blažej Santini Aichel. Questi aggiunse anche una nuova entrata, ma soprattutto fu il primo ad avere l’idea di integrare i cumuli di ossa all’interno del concetto estetico e teologico della cappella inferiore, contribuendo a trasformarla in un luogo di meditazione sulla morte e sulla resurrezione.

Per varie vicende il monastero fu secolarizzato nel 1783. I beni conventuali passarono a un fondo religioso che ne amministrò il patrimonio. Gli edifici ebbero destinazioni diverse. La grande chiesa abbaziale fu nuovamente consacrata nel 1806, mentre nel 1812 negli edifici dell’ex convento fu trasferita la fabbrica statale di tabacco che divenne il fulcro della produzione di sigarette della Boemia.

Nel 1819 il Principe Karl I Philipp von Schwarzenberg acquistò dal Fondo religioso il dominio fondiario di Sedlec che comprendeva terreni, corti agricole e fabbricati. I Principi assunsero anche il patronato della Chiesa cimiteriale, facendosi protettori delle ossa dei morti, che per un cristiano sono resti sacri a tutti gli effetti, che attendono la risurrezione dei corpi nel Giudizio Finale.

Per disinfettare e mettere ordine nell’enorme massa di resti umani (circa 40.000 defunti) i Principi ingaggiarono il rinomato intagliatore del legno František Rint che completò il lavoro nel 1870.

Rint decise di trasformare quel caos in un’opera d’arte monumentale influenzata dalla sensibilità estetica del Romanticismo del XIX secolo. Invece di usare legno o pietra, utilizzò le ossa come un vero e proprio mezzo plastico, così come aveva già fatto, nel 1866, assemblando armi e attrezzature militari per creare la figura di un’aquila austriaca che fu collocata nel municipio di Česká Skalice.

Ruppe con la concezione originaria barocca e spirituale del luogo, introducendo festoni, ghirlande e grossi calici di teschi, ma soprattutto spiccano le grandi e ingegnose sculture: 4 piramidi, l’ornamento dell’altare, un imponente lampadario centrale che sembra contenere almeno un esemplare di ogni osso del corpo umano e lo stemma dei suoi mecenati.

La celebrazione della propria casata attraverso un gigantesco stemma di ossa posto proprio nella Cripta può sembrare un gesto di ostentazione, ma probabilmente rappresenta anche il tentativo di ricordare a se stessi (con un singolare e ingombrante Memento Mori) che anche la grande famiglia Schwarzenberg, con tutti i suoi titoli, soldi e vittorie, un giorno sarebbe stata ridotta a quelle stesse ossa.

Lo scopo dei Memento Mori, d’altra parte è proprio questo, ricordare ai fedeli la transitorietà della vita terrena, ma anche farli riflettere sull’importanza della salvezza dell’anima e sull’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Re, Principi e contadini condividono lo stesso destino nel momento della morte, che livella tutto.

Di Martin St-Amant – Personal work – Photographie personelle, Pubblico dominio https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=969881

Trattandosi di un vero stemma familiare, non può essere considerato un’arma di fantasia, anche se la sua realizzazione appare davvero alquanto fantasiosa.

Lo stemma è sormontato da una sinistra corona principesca (concessa nel 1670) e nel tempo si è arricchito di nuove figure fino ad arrivare a un inquartato con scudetto in cuore, così disposto:

Nel 1º: palato d’argento e d’azzurro di otto pezzi (l’arma originaria della casata dei Signori di Seinsheim). Il palato è stato rappresentato con strisce formate da falangi e ossa metacarpali della mano;

Nel 2º: troncato inchiavato di tre pezzi, nel primo d’argento nel secondo di rosso (arma del dominio di Sulz, annesso attraverso un matrimonio nel 1688). Le punte sono state create con tre mandibole rivolte verso l’alto.

Nel 3°: d’argento, al ramo nodoso di nero, fiammeggiante di rosso (arma della signoria di Brandis). Raffigurato da un femore, sormontato da un osso sacro.

Nel 4º: d’oro, alla testa recisa di un turco al naturale, con gli occhi beccati da un corvo di nero (concessione imperiale del 1599 ad Adolf von Schwarzenberg per celebrare la riconquista della fortezza di Raab contro gli Ottomani). Iconico teschio umano beccatto dall’osso-becco di un uccello formato dalle ossa di una mano che sembra artritica.

Sul tutto uno scudo partito con una torre su una collina nera e tre covoni d’oro che simboleggiano rispettivamente gli altri due domini della Famiglia, il castello di Schwarzenberg e il Landgraviato principesco di Klettgau.

Nella parte superiore centrale, vi siano anche un leone rosso coronato (formato da due scapole, due clavicole e altre ossa), tre alerioni (aquilotti senza zampe e becco, formati da vertebre) e una spada eretta (formata da varie ossa lunghe). Si tratta di una onorificenza imperiale, derivata dalle armi degli Asburgo e dei Lorena, con la spada concessa dall’imperatore austriaco al feldmaresciallo Karl Philipp von Schwarzenberg per la vittoria di Lipsia del 1813

Al momento sto cercando di ridisegnare quest’arma, ma ci vuole tempo, perché ci sono davvero tante ossa e le immagini non sono abbastanza grandi per capire quale sia la loro esatta forma.

Concludiamo con una nota di colore degna di Halloween/Samhain. Nel 1970 il regista ceco Jan Švankmajer fu incaricato di girare un documentario sull’ossario. Il risultato fu un visionario cortometraggio di 10 minuti che inizialmente fu respinto dalle autorità perché troppo inquietante, oscuro e straniante. È visibile su you tube.

FONTI:

Immagine di dominio pubblico proveniente da Wikipedia:
Di Martin St-Amant – Personal work – Photographie personelle, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=969881

Testi
1)
https://it.wikipedia.org/wiki/Ossario_di_Sedlec
2) https://www.viaggiaescopri.it/ossario-di-sedlec-kutna-hora/
3) https://it.aleteia.org/2018/03/02/cappella-ornata-con-le-ossa-di-60-000-defunti/
4) https://it.wikipedia.org/wiki/Schwarzenberg_(famiglia)
5) https://www.pmi.com/content/dam/pmicom/markets/czech-republic/docs/news-en/200_20_press_release_en.pdf
6) https://rondougherty.com/photoalbum/2017/20170526Index/20170528/20170528.htm
7) https://cs.wikipedia.org/wiki/Franti%C5%A1ek_Rint
8) https://www.lonelyplanetitalia.it/articoli/citta-del-mondo/kutna-hora-la-citta-d-argento-e-la-chiesa-decorata-con-40-000-scheletri-umani
9) https://berightback.it/ossari-di-sedlec-e-melnik/
10) https://www.sedlec.info/en/ossuary/history/
11) https://www.meridiano13.it/ossario-di-sedlec/
12) https://medium.com/@sedlecossuaryproject/coat-of-bones-5000cef00c27
13) https://encyklopedie.ckrumlov.cz/en/mesto_histor_schzna/#gsc.tab=0
14) https://en.wikipedia.org/wiki/Sedlec_Ossuary